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IL SEGRETO AL DI LÀ DELLA
MATERIA
ATTENZIONE!
Il
capitolo che vi apprestate a leggere rivela un segreto cruciale
della vostra vita. Dovrebbe essere letto con molta attenzione e
integralmente, in quanto concerne un argomento che potrebbe provocare
un cambiamento fondamentale della vostra visione del mondo esteriore.
Quanto viene trattato in questo capitolo non è soltanto un punto
di vista, un approccio differente o un pensiero filosofico tradizionale:
è una realtà che ognuno, credente o non credente, deve ammettere
e che è provata dalla scienza odierna.
Coloro che contemplano coscienziosamente e saggiamente quanto
li circonda comprendono che ogni cosa nell'universo -vivente o non
vivente- deve essere stata creata. La questione diventa quindi:
"chi è il Creatore di tutte queste cose?".
È evidente che ciò che si rivela in ogni aspetto dell'universo,
non può essere un prodotto dell'universo stesso. Ad esempio, un
insetto non può avere creato se stessa. Il sistema solare non può
essersi creato e organizzato da solo. Nemmeno le piante, gli esseri
umani, i batteri, i globuli rossi del sangue o le farfalle possono
aver creato se stessi. Come viene spiegato in tutto questo libro,
la possibilità che tutto questo possa essere stato originato "dal
caso" non è neppure immaginabile.
Si perviene quindi alla seguente conclusione: tutto ciò che vediamo
è stato creato, ma nulla può essere esso stesso il "creatore". Il
Creatore è differente e superiore a ciò che percepiamo con i nostri
occhi, un Potere Sovrastante e invisibile, la cui esistenza e i
cui attributi sono rivelati da tutto ciò che Egli crea.
Questo è il punto in cui coloro che negano l'esistenza di Dio si
lasciano fuorviare. Sono stati condizionati a non credere nell'esistenza
di Dio a meno che non possano percepirLo con i loro occhi. Costoro
sono costretti a nascondere la realtà della creazione, manifesta
in tutto l'universo, e pretendono falsamente che quest'ultimo e
tutti gli esseri viventi non sono stati creati. Per farlo, ricorrono
alla falsificazione. Come è stato già spiegato, la teoria evoluzionista
è un chiaro esempio delle loro menzogne e del loro vano tentativo.
L'errore di base di coloro che negano Dio è condiviso da molti
altri che non negano espressamente la Sua esistenza, ma Ne hanno
una percezione errata. Queste persone, che costituiscono la maggioranza
della società, non negano la creazione, ma hanno una credenza superstiziosa
riguardo a Dio. La maggior parte di essi pensa che Egli sia nel
"cielo". Tacitamente e falsamente si immaginano che Dio sia su un
pianeta molto distante e che intervenga solo occasionalmente negli
"affari mondani". Oppure che non Si intrometta affatto: Egli ha
creato l'universo e l'ha abbandonato a se stesso, lasciando noi
uomini liberi di determinare il nostro destino.
Alcuni hanno sentito che Dio è "ovunque", come rivelato nel Corano,
ma non possono comprendere che cosa ciò significhi esattamente.
Superstiziosamente, pensano che Egli circondi tutta la materia come
onde radio o come un gas invisibile e intangibile (Dio è certamente
al di là di ciò).
Nondimeno, questa e altre nozioni che non sono in grado di chiarire
"dove" Dio sia (e magari lo negano proprio per questa ragione) sono
fondate su un errore comune: essi mantengono un pregiudizio infondato
che li spinge a creare delle opinioni errate nei confronti di Dio.
Cos'è questo pregiudizio? Riguarda l'esistenza e la natura della
materia. La maggior parte delle persone sono condizionate a ritenere
che l'universo materiale come lo vediamo costituisca la vera realtà.
La scienza moderna distrugge però questa posizione e dischiude una
verità di primaria importanza e grandiosità. Nelle pagine seguenti,
spiegheremo di che cosa si tratti e come essa sia già stata rivelata
nel Corano.
Il mondo dei segnali elettrici
Tutte le informazioni sul mondo in cui viviamo ci sono trasmesse
per mezzo dei cinque sensi. Così, il mondo che conosciamo consiste
di ciò che i nostri occhi vedono, le mani toccano, il naso odora,
la lingua gusta e le orecchie sentono. Non abbiamo mai creduto che
il mondo "esterno" possa essere altro da ciò che i nostri sensi
ci presentano, in quanto solo da essi siamo dipesi sin dal giorno
della nascita.
Eppure, le moderne ricerche in molti differenti ambiti della scienza
ci indirizzano verso una comprensione molto diversa, creando gravi
dubbi riguardo al mondo "esterno" che noi percepiamo tramite i nostri
sensi.
Il punto di partenza per questa nuova comprensione è che tutto
ciò che percepiamo come mondo esterno è solo una risposta formata
da segnali elettrici nel nostro cervello. Il colore rosso della
mela, la durezza del legno, la madre, il padre, la famiglia e tutto
ciò che si possiede, la casa, il lavoro e persino le pagine di questo
libro sono composti solo di segnali elettrici.
Lo scomparso biochimico tedesco, Frederic Vester, spiega quanto
la scienza ha acquisito su questo tema:
Quanto affermato da alcuni scienziati che "l'uomo
è un'immagine, tutto ciò di cui si fa esperienza è temporaneo
e ingannevole e questo universo è un'ombra" sembra confermato
dalla scienza attuale.190
Per capire meglio, prendiamo in considerazione i cinque sensi che
ci forniscono con tutte le informazioni che abbiamo sul mondo esterno.
In che modo vediamo, udiamo, assaporiamo?
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Fasci di luce che provengono
da un oggetto ricadono, rovesciati, sulla retina. Qui, l’immagine
viene convertita in segnali elettrici e inviata al centro
della visione sul retro del cervello. Poiché il cervello è
isolato dalla luce, è impossibile che questa raggiunga il
centro della visione. Questo significa che noi vediamo un
vasto mondo di luce e profondità in un punto minuscolo che
è isolato dalla luce. |
L'atto di vedere si compie in modo progressivo. La luce (fotoni)
che diparte dall'oggetto verso l'occhio passa attraverso il cristallino,
nella parte anteriore dell'occhio, dove viene rifratta e si riversa,
rovesciata, sulla retina, situata nella parte posteriore. Qui, gli
stimoli visivi vengono trasformati in segnali elettrici i quali
sono trasmessi dai neuroni verso un punto minuscolo nella parte
posteriore del cervello detto centro della visione. Dopo una serie
di processi, questi segnali elettrici nel centro del cervello vengono
percepiti come immagine. L'atto di vedere avviene nella parte posteriore
del cervello, in questo minuscolo punto, in cui regna un'oscurità
assoluta essendo completamente isolato dalla luce.
Anche se questo processo è largamente compreso, quando diciamo
"noi vediamo", stiamo in realtà percependo gli effetti di impulsi
che raggiungono l'occhio, trasformati in segnali elettrici e indotti
nel nostro cervello. Quindi, quando affermiamo di "vedere", stiamo
in realtà osservando dei segnali elettrici nella nostra mente.
Tutte le immagini che percepiamo durante la vita vengono formate
nel nostro centro della visione, che occupa soltanto pochi centimetri
cubici del volume del nostro cervello. Sia il libro che state ora
leggendo che il paesaggio sconfinato che contemplate mirando l'orizzonte
si trovano in questo minimo spazio. E non dimentichiamo, come è
già stato detto, che il cervello è isolato dalla luce; all'interno
del cranio è completamente oscuro e il cervello non ha alcun contatto
con la luce.
È possibile illustrare questo interessante paradosso con un esempio.
Supponiamo che una candela bruci di fronte a noi. Possiamo sederci
dirimpetto a essa e osservarla a lungo. Durante questo lasso di
tempo, però, il nostro cervello non ha mai alcun contatto diretto
con la luce originale della candela. Pur fissando la luce, l'interno
del nostro cervello rimane nell'oscurità totale. Noi osserviamo
un mondo luminoso e pieno di colori dentro un cervello buio.
R. L. Gregory spiega l'aspetto miracoloso del vedere, che riteniamo
così ovvio:
Ci è talmente familiare l'atto del vedere che
dobbiamo compiere uno sforzo d'immaginazione per comprendere che
alcuni problemi ad esso relativi rimangono insoluti. Ma consideriamoli.
Sebbene i nostri occhi ricevano piccole immagini capovolte, noi
vediamo tuttavia oggetti solidi separati nello spazio circostante.
Dai modelli di simulazione sulla retina noi percepiamo il mondo
degli oggetti e ciò non è altro che un miracolo.191
Lo stesso si può dire di tutti gli altri sensi. Il suono, la percezione
tattile, l'aroma e l'odore vengono tutti trasmessi al cervello sotto
forma di segnali elettrici dove sono tutti percepiti nei centri
pertinenti.
Il senso dell'udito funziona in modo simile. L'orecchio esterno
coglie i suoni e li trasmette all'orecchio medio, il quale, a sua
volta, li invia all'orecchio interno sotto forma di vibrazioni amplificate.
Quest'ultimo converte tali vibrazioni in segnali elettrici e le
invia al cervello. Proprio come nel caso dell'occhio, l'atto di
udire è portato a termine nel centro uditivo all'interno del cervello,
il quale è isolato dal suono così come dalla luce. Quindi, indipendentemente
dal livello di rumorosità all'esterno, l'interno del cervello è
del tutto silenzioso.
Nondimeno, il cervello percepisce i suoni in modo preciso, così
che l'orecchio di una persona sana sente tutto, senza alcun disturbo
atmosferico o interferenza. Il cervello è isolato dal suono, eppure
permette di ascoltare le sinfonie dell'orchestra e tutti i rumori
di un auditorio affollato; si coglie un'ampia frequenza di suoni,
dal fruscio di una foglia al rombo di un jet. Se il livello del
suono nel cervello, tuttavia, fosse misurato in quel momento da
uno strumento preciso, si constaterebbe un silenzio assoluto.
La nostra percezione degli odori segue lo stesso percorso. Le molecole
volatili emesse dall'estratto di vaniglia o dalla rosa, ad esempio,
raggiungono i ricettori olfattivi posti tra i delicati peli della
regione olfattiva epiteliale e sono coinvolte in un'azione reciproca
che viene trasmessa al cervello sotto forma di segnali elettrici
e percepita come odore. Tutto ciò che odoriamo, buono o cattivo,
non è altro che la percezione cerebrale delle azioni reciproche
delle molecole volatili dopo la loro trasformazione in segnali elettrici.
L'aroma di un profumo, di un fiore, di cibi deliziosi, del mare,
o altri odori che piacciono o no, vengono percepiti interamente
all'interno del cervello. Le molecole stesse non entrano mai nel
cervello. Come nel caso del suono o della vista, ciò che raggiunge
il cervello è semplicemente un assortimento di segnali elettrici.
In altre parole, gli tutte le sensazioni che si crede appartengano
agli oggetti esterni sin da quando si nasce, sono semplici segnali
elettrici che si interpretano tramite gli organi di senso.
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Gli stimoli che provengono
da un oggetto vengono convertiti in segnali elettrici e causano
un effetto nel cervello. Quando “vediamo” in realtà osserviamo
gli effetti di questi segnali elettrici nella nostra mente. |
Similmente, esistono quattro tipi differenti di recettori chimici
nella parte frontale della lingua umana che creano il sapore del
salato, del dolce, dell'acido e dell'amaro. Dopo una serie di processi
chimici, i nostri recettori trasformano queste percezioni in segnali
elettrici e li trasmettono al cervello, il quale li percepisce come
gusto. Il gusto che si ricava mangiando una tavoletta di cioccolata
o della frutta o qualsiasi altra cosa gradita è l'interpretazione
dei segnali elettrici da parte del cervello. L'oggetto esterno non
può mai essere raggiunto; non si può mai vedere, odorare o gustare
la cioccolata stessa. Ad esempio, se i nervi che si dirigono dalla
lingua verso il cervello vengono tagliati, quest'ultimo non percepirà
alcun sapore del cibo, causando la totale perdita del senso del
gusto.
A questo punto, ci si trova di fronte a un altro
fatto: non si può mai essere sicuri che un'altra persona provi ciò
che noi proviamo quando gustiamo un stesso alimento, né che percepisca
lo stesso suono quando ascoltiamo una stessa voce. Seguendo lo stesso
ragionamento, il divulgatore scientifico Lincoln Barnett afferma
che nessuno sa se una persona percepisca il colore rosso o senta
la nota do minore in modo identico a un altro. 192
Il senso del tatto non differisce. Quando si tocca un oggetto,
tutte le informazioni necessarie a riconoscerlo vengono trasmesse
al cervello dai nervi sensibili situati sulla cute. La sensazione
tattile si forma nel cervello. Contrariamente a quanto in generale
si crede, il posto deputato a tale percezione non è la punta delle
dita, ma il centro del tatto nel cervello. In seguito all'accertamento
degli stimoli elettrici provenienti dalla pelle da parte del cervello,
si percepiscono le differenti sensazioni ad essi pertinenti quali
la durezza o la morbidezza, il freddo o il caldo. Tutti i dettagli
che ci permettono di riconoscere un oggetto derivano da tali stimoli.
A questo proposito, due noti filosofi, B. Russell e L. J. J. Wittgenstein,
hanno scritto:
Ad esempio, non ci si può chiedere o investigare
se un limone esista veramente o come possa essere pervenuto all'esistenza.
Un limone consiste soltanto di una sensazione provata dalla lingua,
di un odore avvertito dal naso, di un colore e di una forma percepiti
dagli occhi; solo tali caratteristiche possono essere oggetto
di esame e stima. La scienza non potrà mai conoscere il mondo
fisico.193
È impossibile per noi raggiungere il mondo fisico, fuori dal nostro
cervello. Tutti gli oggetti con ci entriamo in contatto sono in
realtà un cumulo di sensazioni quali il vedere, il sentire e il
toccare. Durante tutte le nostre vite, trattando i dati nei centri
sensoriali, il cervello non incontra mai "gli originali" della materia
esistente all'esterno, ma piuttosto le copie formatesi al suo interno.
A questo punto, saremmo fuorviati se considerassimo queste copie
modelli della materia reale esterna a noi.
"Il mondo esterno" all'interno del nostro cervello
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Tutto quello che vediamo
durante la vita si forma nel nostro “centro della visione”
sul retro del cervello, che occupa soltanto pochi centimetri
cubi. Sia il libro che state leggendo, sia il paesaggio sconfinato
che contemplate guardando all'orizzonte, si trovano in questo
minuscolo spazio. Quindi noi vediamo gli oggetti non nella
loro dimensione reale ma nella dimensione percepita dal cervello. |
Da tali fatti fisici, potremmo trarre la seguente indiscutibile
conclusione: tutto ciò che vediamo, tocchiamo, sentiamo e percepiamo
come "materia", "mondo" o "universo" non è altro che una serie di
segnali elettrici interpretati al nostro cervello. Non possiamo
mai raggiungere l'originale della materia esterna al nostro cervello.
Semplicemente, assaporiamo, sentiamo e vediamo un'immagine del mondo
esterno, formata nel nostro cervello. Chi mangia una mela, in realtà,
non si trova di fronte a un frutto, ma alle sue percezioni nel cervello.
L'oggetto considerato dalla persone un "frutto" consiste in realtà
di un'impressione elettrica nel cervello concernente la forma, il
gusto, l'odore e la struttura. Se il nervo ottico che porta al cervello
fosse improvvisamente reciso, l'immagine del frutto scomparirebbe
subito. Così come la sconnessione delle vie nervose olfattive dirette
dai recettori nel naso al cervello interromperebbe del tutto la
sensazione olfattiva. Più semplicemente, la mela non è che l'interpretazione
dei segnali elettrici da parte del cervello.
Un altro elemento da considerare è il senso della distanza. Lo
spazio vuoto fra voi e questa pagina è soltanto il senso di vuoto
che si forma nel cervello. Gli oggetti che sembrano distanti ai
vostri occhi esistono anche nel cervello. Ad esempio, chi contempla
le stelle di notte pensa che esse distino milioni di anni luce da
lui. Tuttavia, ciò che egli "vede" realmente sono le stelle all'interno
di lui, nel suo centro della visione. Mentre leggete queste righe,
voi non siete, in realtà, nella stanza in cui credete di trovarvi;
al contrario, la stanza è all'interno di voi. È la percezione del
vostro corpo che vi fa pensare di trovarvi al suo interno. Anche
il vostro corpo è un'immagine formata all'interno del vostro cervello.
Lo stesso accade a tutte le altre percezioni. Ad esempio, quando
pensate di sentire il suono della televisione nella stanza accanto,
state facendo l'esperienza di quei suoni nel vostro cervello. Il
suono che credete provenga da parecchi metri di distanza e la conversazione
di una persona vicino a voi sono percepite nel centro dell'udito,
il quale occupa pochi centimetri cubi del vostro cervello. Oltre
a questo centro di percezione, non esistono concetti quali destra
sinistra, davanti e dietro. Ovverosia, il suono non perviene a voi
da destra, da sinistra o dall'aria; non c'è direzione da cui provenga
"veramente" il suono.
Allo stesso modo, nessuno degli odori che percepite vi arrivano
da lontano. Voi supponete che gli aromi percepiti nel centro dell'olfatto
corrispondano agli odori degli oggetti esteriori. Nondimeno, come
l'immagine della rosa esiste nel vostro centro della visione, così
il suo profumo è nel centro dell'olfatto. Non potrete mai avere
un contatto diretto con la visione o con l'aroma originale di quella
rosa che esiste all'esterno.
Per noi, il "mondo esterno" è soltanto una raccolta di segnali
elettrici che raggiungono il nostro cervello. Questi segnali vengono
sottoposti a un processo cerebrale e noi viviamo senza riconoscere
che stiamo errando quando crediamo che questi costituiscano le versioni
originali della materia esistente nel mondo esterno. Siamo sviati
per mezzo dei nostri sensi, perché non possiamo raggiungere la materia
stessa.
È ancora il nostro cervello che interpreta e conferisce significato
ai segnali che consideriamo il "mondo esterno". Consideriamo il
senso dell'udito. È in realtà il cervello a interpretare e trasformare
le onde sonore che raggiungono le nostre orecchie in sinfonie. La
stessa musica è una percezione formata da, e dentro, il nostro cervello.
Similmente, quando vediamo dei colori, ciò che perviene ai nostri
occhi sono semplici diverse lunghezze d'onda di luce. È ancora il
cervello a trasformarli in colori, i quali non esistono nel "mondo
esterno". La mela non è rossa, il cielo non è blu, l'erba non è
verde. Essi hanno questo aspetto perché noi li percepiamo per essere
così.
Anche il minimo difetto della retina può provocare il daltonismo.
Alcune persone percepiscono il blu come verde, o il rosso come blu,
mentre altre vedono tutti i colori come differenti sfumature del
grigio. A questo punto, non ha importanza che l'oggetto esteriore
sia colorato oppure no.
Anche il notevole pensatore irlandese Gorge Berkeley si è occupato
di questo fatto:
Prima dunque si credeva che i colori, le figure,
il moto e il resto delle qualità sensibili o accidenti esistessero
davvero senza la mente;... Ma, essendo stato mostrato che nessuna
di queste può esistere se non in uno Spirito o in una Mente che
le percepisce, ne consegue che non abbiamo più motivo di supporre
l'esistenza della Materia… 194
Per concludere, noi vediamo i colorati non perché gli oggetti siano
colorati o perché abbiano un'esistenza materiale al di fuori di
noi, ma in quanto tutte le qualità che noi attribuiamo agli oggetti
si trovano al nostro interno e non nel "mondo esterno".
Le conoscenze limitate dell'uomo
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Le scoperte della fisica
dimostrano che l'universo è un insieme di percezioni. La domanda
che segue compare sulla copertina della famosa rivista scientifica
americana New Scientist che ha trattato questo tema nel numero
del 30 gennaio 1999: “Oltre la realtà: l'universo è veramente
un capriccio di informazioni primarie e la materia soltanto
un miraggio?”
In un articolo dal titolo “L'universo vuoto”,
pubblicato il 27 aprile 2002, il New Scientist afferma: “Avete
in mano una rivista. Sembra solida, sembra avere una qualche
esistenza indipendente nello spazio. Lo stesso per gli oggetti
intorno - magari una tazza di caffé, un computer. Sembrano
tutti esistere lì da qualche parte. Ma è tutta un’illusione.
Questi oggetti che si suppone siano solidi sono mere proiezioni
che provengono da un disegno caleidoscopico che vive ai confini
del nostro universo”. |
I fatti che abbiamo descritto implicano, tra l'altro che la conoscenza
che l'uomo ha del mondo esterno è in realtà estremamente limitata.
Questa conoscenza si limita ai nostri cinque sensi e non esiste
alcuna prova che il mondo che noi percepiamo con quei sensi sia
identico al mondo "reale".
Potrebbe, quindi, essere molto diverso da ciò che percepiamo. Ci
possono essere molte dimensioni e altri esseri di cui non siamo
coscienti. Anche se raggiungiamo le estremità dell'universo, la
nostra conoscenza resterà sempre limitata.
Dio Onnipotente, il Creatore di tutto, ha una conoscenza completa
e inerrante di tutti gli esseri i quali, essendo stati creati da
Dio, possono possedere solo la conoscenza che Lui concede loro.
Questa realtà si spiega nel Corano come segue:
Dio! Non c'è altro dio che Lui, il Vivente, l'Assoluto
. Non Lo prendon mai sopore né sonno. A Lui appartiene tutto quello
che è nei cieli e sulla terra. Chi può intercedere presso di Lui
senza il Suo permesso? Egli conosce quello che è davanti a loro
e quello che è dietro di loro e, della Sua scienza, essi apprendono
solo ciò che Egli vuole. Il Suo Trono è più vasto dei cieli e della
terra, e custodirli non Gli costa sforzo alcuno. Egli è l'Altissimo,
l'Immenso (Corano II, 255).
Il "mondo esterno" artificialmente costituito
Il solo mondo di cui siamo a conoscenza è quello progettato, ricordato
e costruito vividamente; l'unico, in breve, che è creato ed esiste
all'interno della nostra mente. Le percezioni che osserviamo nel
cervello potrebbero a volte provenire da una fonte "artificiale".
È del resto possibile illustrare questo fatto con un esempio.
Per prima cosa, immaginate che il vostro cervello possa sopravvivere
indipendentemente dal vostro corpo. E immaginate che vi sia un computer
in grado di produrre ogni sorta di segnale elettrico. Produciamo
artificialmente i segnali elettrici riguardanti un dato ambienti,
compreso ciò che si vede, i suoni e gli aromi. Infine, si colleghi
questo computer, tramite dei cavi elettrici, ai centri sensori del
cervello e si trasmettano i segnali registrati. Percependo tali
segnali, il vostro cervello, cioè "voi", vedrete e sperimenterete
l'ambiente che essi rappresentano.
Questo computer può anche mandare al vostro cervello dei segnali
elettrici che hanno a che fare con la vostra immagine. Ad esempio,
se mandiamo i correlati elettrici di tutti i sensi, come l'udito,
la vista e il tatto che sperimentate quando state seduti alla vostra
scrivania, crederete di essere un uomo d'affari nel suo ufficio.
Questo mondo immaginario durerà finché il computer continua a mandare
stimoli. Non potrete mai capire che siete costituiti unicamente
dal vostro cervello. Questo è perché tutto ciò che serve per formare
un mondo dentro il vostro cervello è la disponibilità di stimoli
ai centri relativi. È perfettamente possibile che tali stimoli (e
quindi le percezioni) provengano da una fonte artificiale.
A tale proposito, il noto filosofo Bertrand Russell ha scritto:
Quanto al senso del tatto quando premiamo il
tavolo con le dita, esso è un disturbo elettrico sugli elettroni
e i protoni di queste ultime, prodotto, secondo la fisica moderna,
dalla prossimità degli elettroni e dei protoni del tavolo. Se
lo stesso disturbo sulla punta delle nostre dita fosse indotto
in qualunque altra maniera, noi proveremmo la stessa sensazione,
seppure il tavolo non ci fosse.195
È quindi molto facile per noi essere ingannati prestando fede a
percezioni che non hanno alcun corrispondente materiale reale. Nel
sogno questa illusione ricorre spesso, in quanto sperimentiamo degli
eventi e vediamo uomini, oggetti e situazioni che ci sembrano assolutamente
autentici. Nondimeno, essi non sono altro che mere percezioni. Non
vi è alcuna differenza basilare tra questi sogni e il "mondo reale";
entrambi sono serie di percezioni che vengono sperimentate nel cervello.
Chi è colui che percepisce?
Non c'è dubbio che il mondo nel quale pensiamo di abitare è creato
all'interno del nostro cervello. Sorge a questo punto una questione
di primaria importanza: se tutti gli oggetti fisici che conosciamo
sono intrinsecamente percezioni, che ne è del cervello stesso? Dal
momento che esso fa parte del mondo materiale come le braccia, le
gambe o qualsiasi altro oggetto, dovrebbe essere una percezione
anch'esso.
Un esempio argomentaci può aiutare a illustrare questo punto. Si
immagini di percepire un sogno all'interno del cervello. Nel sogno
abbiamo un corpo immaginario, un braccio immaginario, occhi immaginari
e un cervello immaginario. Se durante il sogno ci fosse chiesto
dove vediamo, noi risponderemmo: "Nel cervello." In realtà, non
c'è alcun cervello di cui parlare, ma solo un corpo immaginario,
assieme a una testa immaginaria e un cervello immaginario. Colui
che percepisce le varie immagini del sogno non è il cervello sognante
immaginario, ma un "essere" che si trova molto oltre.
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La realtà prodotta
da stimoli artificiali
La realtà virtuale è la presentazione
di immagini tridimensionali animate sui computer con il supporto
di vari dispositivi. Questi stimoli “realistici” si utilizzano
per una serie di scopi formativi in vari campi.
Una caratteristica significativa della realtà virtuale è il
modo in cui i soggetti che usano apparecchiature speciali
spesso dimenticano che queste immagini non sono reali e ne
restano totalmente presi. In questo modo un mondo materiale,
apparentemente tanto reale e vivo quanto l’originale, può
essere impresso sui sensi delle persone e stabilirsi nel loro
cervello. In conseguenza di questi stimoli artificiali, una
persona può immaginare di star realmente vedendo e toccando
un uccello, anche se in realtà non esiste. |
Poiché non esiste alcuna distinzione fisica tra una situazione
onirica e ciò che chiamiamo vita reale, quando, nella "vita reale",
ci si chiede, "dove vedi?", sarebbe altrettanto insensato rispondere
"nel cervello". In entrambe le condizioni, l'entità che vede e percepisce
non è il cervello, che è, dopotutto, soltanto un pezzo di tessuto
nervoso.
Finora, abbiamo sempre parlato di come osserviamo una copia del
mondo esterno nel nostro cervello.
Una conseguenza importante è che il "sé" nel nostro cervello, che
osserva questo mondo, non può essere il cervello stesso, che è come
un sistema informatico integrato: elabora i dati che gli arrivano,
li traduce in immagini e li proietta su uno schermo. Ma un computer
non può osservare se stesso, né è cosciente della propria esistenza.
Quando si seziona il cervello alla ricerca di questa coscienza,
non vi si trova altro che lipidi e molecole proteiche, presenti
anche in altri organi del corpo. Ciò significa che all'interno di
quel pezzo di tessuto che noi chiamiamo "cervello", non vi è nulla
che osservi e interpreti le immagini, che costituisca la coscienza
o che crei quell'essere che noi definiamo "noi stessi".
Riguardo alla percezione delle immagini nel cervello, lo studioso
della percezione R. L. Gregory parla di un errore che la gente commette:
Vi è la tentazione, da evitare, di dire che
gli occhi producono le immagini nel cervello. Un'immagine nel
cervello suggerisce il bisogno di qualche occhio interiore che
la veda -ma ciò richiederebbe un altro occhio per vedere l'immagine...
e così di seguito in un infinito regresso di occhi e immagini.
Ciò è assurdo.196
Questo problema mette in difficoltà i materialisti, i quali ritengono
che nulla sia vero tranne la materia. Chi c'è dietro l'occhio che
vede? Cosa percepisce ciò che vede, per poi reagire?
Il noto neuroscienziato cognitivista Karl Pribram si è concentrato
su questa importante questione, che riguarda tanto la scienza quanto
la filosofia, cioè, chi è che percepisce:
Fin dall'epoca dei Greci, i filosofi hanno
speculato sul "deus ex machina", il piccolo uomo all'interno del
piccolo uomo" e così via. Dov'è "io", l'entità che usa il suo
cervello? Chi è colui che compie l'atto di conoscere? Come san
Francesco d'Assisi ha detto:"Ciò che cerchiamo è ciò che vede".197
Ora pensate a questo: questo libro nelle vostre mani, la stanza
in cui vi trovate, in breve, tutte le immagini che avete di fronte
sono percepite all'interno del vostro cervello. Sono forse gli atomi,
ciechi, sordi e incoscienti, a vedere queste immagini? Perché solo
alcuni atomi hanno acquisito questa qualità, mentre non è successo
alla maggior parte? I nostri atti di pensare, comprendere, ricordare,
essere contenti, scontenti e tutto il resto consistono di reazioni
chimiche tra queste molecole?
Non ha alcun senso cercare una volontà negli atomi. È chiaro che
l'essere che vede, sente e prova emozioni è un essere sopra-materiale,
"vivo", che non è né materia, né un'immagine. Questo essere interagisce
con le percezioni di fronte a lui per mezzo del nostro corpo.
Questo essere è l'"anima".
L'essere intelligente che legge queste righe non è un assortimento
di atomi e di molecole e le reazioni chimiche tra di loro, ma un'anima.
Il Vero Essere Assoluto
Siamo così posti di fronte a una domanda molto significativa: se
il mondo che abbiamo davanti è costituito semplicemente dalla percezione
che ha la nostra anima, qual è allora la fonte di tali percezioni?
Per avere una risposta, consideriamo il fatto che percepiamo la
materia solo nella nostra immaginazione, ma non possiamo mai fare
esperienza diretta della sua controparte esterna. Dal momento che
la materia per noi è una percezione, essa è qualcosa di "costruito".
Ovverosia, deve essere stata provocata da un altro potere, cioè,
deve essere stata creata. Tale creazione, inoltre, deve essere continua.
Se così non fosse, allora tali percezioni scomparirebbero subito
e andrebbero perdute. Allo stesso modo, su un televisore l'immagine
appare solo finché si trasmette il segnale.
Allora, chi fa la nostra anima, che osserva continuamente le stelle,
la Terra, le piante, la gente, il nostro corpo e tutto ciò che cade
sotto lo sguardo?
È del tutto evidente che esiste un supremo Creatore, Che ha creato
l'intero universo materiale, e Che continua la Sua creazione incessantemente.
Poiché Egli mostra un'opera talmente magnifica, è sicuramente dotato
di un potere e di una forza eterni.
Questo Creatore rende noto a noi Sé stesso, l'universo e il motivo
della nostra esistenza attraverso il libro Che ha fatto scendere
su di noi.
Egli è Dio e il Suo Libro è il Corano.
Il fatto che i cieli e la Terra, ovverosia l'universo, non sono
stabili. La loro presenza è resa possibile solo dalla creazione
di Dio e scompariranno quando Egli decreterà fine di questa creazione.
Ciò viene rivelato come segue in un versetto:
Dio trattiene i cieli e la terra affinché non sprofondino,
ché, se sprofondassero, nessuno li potrebbe trattenere all'infuori
di Lui. In verità Egli è Magnanimo, Perdonatore (Corano XXXV, 41).
Questo versetto descrive come l'universo materiale viene mantenuto
sotto la potenza di Dio. Dio ha creato l'universo, la Terra, le
montagne, e tutte le cose viventi e non viventi, e le conserva tutte
sotto la sua potenza in ogni momento. Dio manifesta il suo nome
di al-Khaliq in questo universo materiale. Dio al-Khaliq, in altre
parole il Creatore di tutte le cose, colui che crea dal nulla. Questo
mostra come ci sia un universo materiale, fuori dalla nostra mente,
consistente di entità create da Dio. Tuttavia, in forma di miracolo
e di manifestazione della natura superiore della Sua creazione e
della Sua onniscienza, Dio ci mostra l'universo materiale sotto
forma di un'"illusione", "ombra" o "immagine". In conseguenza della
perfezione nella Sua creazione, gli esseri umani non possono mai
percepire il mondo al di fuori delle proprie menti. Soltanto Dio
conosce il vero universo materiale.
Un'altra interpretazione del verso riportato sopra è che Dio mantiene
costantemente le immagini che le persone vedono dell'universo materiale
(Dio lo conosce al meglio). Se Dio non volesse mostrare alle nostre
menti le immagini dell'universo materiale, l'intero universo per
noi cesserebbe di esistere e noi non potremmo mai accedervi.
Il fatto che noi non possiamo entrare in contatto diretto con l'universo
materiale risponde anche alla domanda su "dove è Dio?", che preoccupa
così tante persone.
Come è stato menzionato all'inizio, molti non riescono a comprendere
la potenza di Dio, e quindi lo immaginano come presente da qualche
parte nei cieli e senza intervenire realmente nelle questioni terrene
(Dio è sicuramente al di sopra di esse). Questa logica si basa sull'assunzione
che l'universo sia un insieme di materia e che Dio sia "al di fuori"
dal mondo materiale.
Tuttavia, come noi non possiamo mai accedere all'universo materiale,
nemmeno possiamo avere conoscenza piena della sua vera essenza.
Tutto ciò che conosciamo è l'esistenza del Creatore Che ha portato
tutte queste cose all'esistenza -in altri termini, Dio. Per esprimere
questa verità, grandi sapienti islamici come l'Imam Rabbani hanno
detto che l'unico essere assoluto è Dio; e che tutto il resto, tranne
Lui, sono entità-ombra.
Questo perché il mondo che vediamo è interamente nelle nostre menti,
e fare esperienza diretta della sua controparte nel mondo reale
è completamente impossibile.
Stando così le cose, sarebbe sbagliato immaginare che Dio sia "fuori"
da un universo materiale al quale non possiamo accedere.
Dio è sicuramente "dappertutto" e tutto comprende. Questa verità
è enunciata nel Corano come segue:
Il Suo Trono è più vasto dei cieli e della terra,
e custodirli non Gli costa sforzo alcuno. Egli è l'Altissimo, l'Immenso
(Corano, 255).
Non è forse vero che dubitano dell'incontro con
il loro Signore, mentre in verità Egli abbraccia ogni cosa? (Corano
XLI, 54).
Che Dio non sia delimitato dallo spazio e che circondi tutto è
affermato in un altro versetto:
A Dio appartengono l'Oriente e l'Occidente. Ovunque
vi volgiate, ivi è il Volto di Dio. Dio è Immenso, Sapiente (Corano
II, 115).
Gli esseri materiali non possono vedere Dio; ma Egli vede la materia
che ha creato in tutte le sue forme. Nel Corano ciò è esposto con
queste parole: "Gli sguardi non Lo raggiungono,
ma Egli raggiunge tutti gli sguardi" (Corano VI, 103). Ovverosia,
noi non possiamo percepire l'esistenza di Dio con i nostri occhi,
ma Egli comprende interamente il nostro interno ed esterno, i nostri
sguardi e i nostri pensieri. Noi non possiamo pronunciare una sola
parola, né fare un respiro di cui Egli non sia a conoscenza.
 |
Il cervello è un ammasso
di cellule costituite da proteine e da molecole di grassi.
È formato da cellule nervose dette neuroni. Non c’è alcun
potere in questo pezzo di carne per osservare immagini, formare
la coscienza o creare l’essere che noi chiamiamo “io”. Da
questo si può vedere chiaramente l’esistenza dell’anima. |
Nel corso della vita, mentre contempliamo queste percezioni sensoriali
che presumiamo siano il "mondo esterno", l'essere che ci è più vicino
è Dio stesso. Il segreto del seguente versetto è celato in questa
realtà: "In verità siamo stati Noi ad aver creato
l'uomo e conosciamo ciò che gli sussurra l'animo suo. Noi siamo a
lui vicini più della sua vena giugulare." (Corano L, 16) Quando
si pensa che il proprio corpo è costituito di materia, non è possibile
comprendere questo fatto importante. Se si identifica il cervello
con "se stessi", ciò che considera il "mondo esterno" inzierà a una
distanza di circa 20 o 30 centimetri. Ma quando si comprende che tutto
ciò a cui pensa come materia è in realtà solo una percezione nella
sua mente, ogni nozione di esteriore, interiore, vicino o lontano
perde di significato. Dio avvolge tutto ed è "infinitamente vicino".
Dio rende noto agli uomini che Egli è infinitamente
vicino ad essi: "Quando i miei servi ti chiedono di Me, ebbene Io
sono vicino!" (Corano II, 186). A ciò fa riferimento un altro versetto:
"In verità il tuo Signore circonderà gli uomini" (Corano XVII, 60).
L'uomo è sviato se pensa che l'essere a lui più vicino sia se stesso.
Dio, in verità, è ancora più vicino a noi di noi stessi. Egli ha
richiamato la nostra attenzione su questo punto nel versetto: "Perché mai, quando [l'anima] risale alla gola sotto i vostri occhi
e Noi gli siamo più vicini, ma non ve ne accorgete" (Corano LVI,
83-85). Gli uomini, però, vivono inconsapevoli di tale fatto
fenomenale in quanto non lo vedono con i loro occhi, come ci rivela
questo versetto.
D'altra parte, è impossibile per l'uomo, che non è altro che un
essere d'ombra, come disse Imam Rabbani, avere un potere indipendenti
da Dio. Il versetto: "Mentre è Dio che ha
creato voi e ciò che fabbricate" (Corano XXXVII, 96) mostra
che tutto ciò che sperimentiamo avviene sotto il Suo controllo.
Nel Corano, questa realtà è menzionata nel versetto: "Quando
tiravi non eri tu a farlo, ma Dio" (Corano VIII, 17) con
cui si mette in rilievo il fatto che nessun atto è indipendente
da Dio. Poiché noi esseri umani siamo esseri d'ombra, non possiamo
essere noi a compiere alcun atto. Ma Dio conferisce a noi, esseri
d'ombra, la sensazione di agire per conto nostro. In realtà, è Dio
che compie tutte le azioni.
Una persona può rifiutarsi di accettare tale realtà e può pensare
di essere indipendente da Dio; ma ciò non cambia niente.
Tutto ciò che si possiede è intrinsecamente illusorio
E' chiaro, scientifico e logico che non siamo in contatto diretto
con il "mondo esterno", soltanto con una sua copia che Dio presenta
perpetuamente alla nostra anima. La gente, tuttavia, non ci pensa
volentieri.
Se considerate questo problema con sincerità e coraggio, comprenderete
presto che la vostra casa, i mobili, l'automobile, l'ufficio, i
gioielli, il conto in banca, il guardaroba, la sposa o lo sposo,
i figli, i colleghi e tutto quanto si possiede risiedono nella vostra
mente. Tutto ciò che vedete attorno a voi, che ascoltate o odorate
-in breve, che percepite con i vostri cinque sensi - fa parte di
questo "mondo copia"; compresa la voce del cantante preferito, la
durezza della sedia su cui vi sedete, un profumo gradevole, il sole
che riscalda, un fiore dai mille colori, un uccello che vola di
fronte alla finestra, un battello che procede con lentezza sull'acqua,
il vostro giardino fertile, il computer sul quale lavorate, lo stereo
con la tecnologia più avanzata...
 |
Se si medita profondamente
tutto quello che è stato detto qui, ci si renderà subito conto
da soli di questa stupefacente, straordinaria situazione.
Il mondo è una sfera creata solamente per mettere l’uomo alla
prova. Nella loro breve vita, le persone sono messe alla prova
con percezioni che sono descritte come particolarmente decorative
e attraenti. Ma non possono mai fare esperienza della vera,
originale fonte di queste percezioni. |
Questa è la realtà, perché il mondo è creato solo per mettere alla
prova l'uomo. Tutti noi, nelle nostre vite limitate, siamo messi
alla prova con percezioni, alla cui fonte originaria non possiamo
mai arrivare, che ci vengono o intenzionalmente presentate in forme
attraenti e seducenti, come è affermato nel Corano:
Abbiamo abbellito, agli [occhi degli] degli uomini, le cose che
essi desiderano: le donne, i figli, i tesori accumulati d'oro e
d'argento, i cavalli marchiati, il bestiame e i campi coltivati;
tutto ciò è solo godimento temporaneo della vita terrena, mentre
verso Dio è il miglior ritorno (Corano III, 14).
I più gettano via la loro religione per le lusinghe della proprietà,
della ricchezza, dell'accumulazione di oro e argento, dei gioielli,
dei conti bancari, delle carte di credito, dei vestiti di alta moda,
delle auto di ultimo modello, ovverosia di tutte quelle forme di
prosperità che già possiedono o si sforzano di possedere. Si concentrano
solo su questo mondo, dimentichi dell'altro. Essi sono ingannati
dal volto "bello e allettante" della vita di questo mondo, abbandonano
quindi la preghiera, la carità verso i poveri e tutto ciò che li
farà prosperare nell'al di là. Trovano scuse, dicendo "ho da fare",
"ho miei ideali", "ho le mie responsabilità", "non ho tempo", "ho
cose da portare a termine", "in futuro forse…". Consumano le loro
vite nel tentativo di ottenere il successo solo in questo mondo.
Questo errore viene descritto nel versetto: "essi conoscono [solo] l'apparenza della vita terrena e non si curano
affatto dell'altra vita" (Corano XXX, 7).
La realtà di cui si parla in questo capitolo riveste grande importanza
in quanto mostra l'insignificanza di ogni concupiscenza. Verificarne
la realtà permette di comprendere che tutto quanto gli uomini bramano
di possedere, la ricchezza frutto dell'avidità, i figli di cui si
vantano, le spose che ritengono le persone più vicine, gli amici
più intimi, il loro corpo, il loro rango sociale, le scuole che
hanno frequentato, le vacanze che hanno trascorso non sono altro
che mere illusioni. Perciò, tutti gli sforzi fatti, il tempo speso
e l'avidità a cui si è soggiaciuto si sono dimostrati vani.
Molte persone ingannano inconsapevolmente se stesse vantandosi
delle loro ricchezze e proprietà o dei loro "yacht, elicotteri,
aziende, ville e terreni" come se potessero avere contatto diretto
con i loro possedimenti originali. Quegli uomini benestanti, che
bighellonano con ostentazione nei loro yacht, mettono in mostra
le loro automobili, accennano alla loro ricchezza, credono che la
loro posizione li elevi al di sopra degli altri. In che stato si
troverebbero, se si rendessero conto che si stanno vantando semplicemente
di immagini nelle loro menti?
In molti dei loro sogni, infatti, si trovano proprietari di grandi
case, di automobili veloci, di preziosissimi gioielli, di mazzi
di banconote e di ingenti quantità di oro e argento. Sognano inoltre
di occupare posizioni di alto profilo, di possedere fabbriche con
migliaia di dipendenti, di esercitare potere su migliaia di persone,
di indossare vestiti tali da indurre ammirazione in tutti. Ma proprio
come chi mena vanto di ciò che possiede in sogno si copre di ridicolo,
lo stesso dovrebbe verificarsi per le immagini che appaiono in questo
mondo. Infatti, sia ciò che si percepisce nei sogni che quanto si
attribuisce a questo mondo non è altro che una semplice immagine
mentale.
Quando si rendono conto di questa realtà, gli uomini dovrebbero
parimenti provare vergogna del modo in cui reagiscono agli eventi
che sperimentano in questo mondo. Coloro che lottano furiosamente
tra loro, che imbrogliano, che prendono tangenti, che ingannano,
che custodiscono bramosamente il loro denaro, che si comportano
ingiustamente nei confronti degli altri, che commettono violenza
e maledicono, che sono schiavi di passione per cariche e onorificenze,
che invidiano, che si pavoneggiano, che esaltano sopra gli altri
- tutti costoro saranno umiliati quando comprenderanno di avere
compiuto tutte queste azioni in un'illusione.
Poiché è Dio Colui Che crea l'intero universo e lo rivela a ciascun
essere umano individualmente, Egli solo è l'unico Possessore di
ogni cosa nel mondo, come è rivelato nel Corano:
Appartiene a Dio tutto quello che c'è nei cieli e tutto quello
che c'è sulla Terra. Dio abbraccia [nella Sua scienza] tutte le
cose (Corano IV, 126).
È una grande follia abbandonare la religione in cambio di passioni
immaginarie il cui oggetto originale resta inarrivabile, privandosi
così della vita eterna.
A questo punto, è importante capire che la verità che stiamo considerano
non significa che tutte le proprietà, le ricchezze, i figli, i coniugi,
il rango, la posizione che si possiede o si desidera scompariranno
nel futuro, e sono quindi privi di senso. Piuttosto, vuol dire che
in realtà, la gente non ha contatto diretto con ciò che posside.
Si tratta semplicemente di percezioni che osservano dentro i loro
cervelli, costituite da immagini che Dio manda loro come prova.
Come è evidente, intercorre un'enorme differenza tra queste due
proposizioni.
Anche se qualcuno potrebbe non voler riconoscere subito questo
fatto e preferirebbe ingannarsi fingendo che tutto ciò che possiede
esiste realmente, egli deve alla fine morire. Quando verrà fatto
risorgere nell'aldilà, tutto diventerà chiaro e "la tua vista sarà
acuta" (Corano L, 22). Quel giorno, sarà in grado di vedere tutto
in maniera molto più chiara. Nondimeno, se ha speso la propria vita
a perseguire obiettivi immaginari, desidererà di non aver mai vissuto
e si dirà: "Ahimè, quanto vorrei che essa (la morte) fosse stata
definitiva! Quel che possedevo non mi ha giovato affatto! Ho perso
il mio potere" (Corano LXIX, 27-29). Un uomo saggio, d'altra parte,
dovrebbe tentare di comprendere la grande realtà dell'universo già
in questo mondo, mentre ha ancora tempo. Altrimenti, è destinato
a consumare tutta la sua vita inseguendo dei sogni per trovarsi
infine a dover pagare un prezzo molto alto. Nel Corano viene menzionato
lo stato finale di coloro che perseguono delle illusioni (o dei
miraggi) in questo mondo, dimentichi Dio, il nostro Creatore:
Quanto a coloro che sono miscredenti, le loro opere sono come un
miraggio in una piana desertica che l'assetato scambia per acqua,
e poi, quando vi giunge, non trova nulla; anzi, nei pressi trova
Dio che gli salda il conto. Dio è rapido al conto (Corano XXIV,
39).
Mancanze logiche dei materialisti
Fin dall'inizio, in questo capitolo si è chiaramente affermato
che la materia non è assoluta, come dichiarano i materialisti, ma
è piuttosto un'ombra che Dio crea dal nulla e la cui essenza originale
non possiamo raggiungere. In modo estremamente dogmatico, i materialisti
contrastano questa evidente realtà che distrugge la loro filosofia,
e per confutarla portano avanti delle repliche infondate.
George Politzer, per esempio, acceso marxista
e uno dei maggiori sostenitori della filosofia materialista nel
ventesimo secolo, portò "l'esempio dell'autobus" come massima prova
che si possa raggiungere l'essenza della materia. Secondo Politzer,
perfino i filosofi idealisti corrono via quando vedono un autobus
che sta per investirli, e questo dimostrerebbe che anche loro riconoscono
la realtà della materia.198
Samuel Johnson, un altro famoso materialista,
si sentì dire che non si può raggiungere la realtà essenziale della
materia, e tentò di "dimostrare" che invece egli poteva venire in
contatto con l'essenza dei sassi, colpendone uno con un calcio.199
Un simile esempio venne addotto da Friedrich
Engels, il mentore di Politzer e il fondatore insieme a Marx del
materialismo dialettico, il quale scrisse che "se le torte che mangiamo
fossero mere percezioni, non sazierebbero la nostra fame".200
Ci sono esempi simili nei libri di famosi materialisti, come Marx,
Engels, Lenin e altri, assieme a sentenze impetuose, quali "si comprende
l'esistenza della materia quando si riceve uno schiaffo in faccia".
La comprensione disordinata che genera simili esempi sorge dalla
maniera in cui i materialisti interpretano l'espressione, "noi non
possiamo arrivare all'originale della materia" come se coinvolgesse
solo il senso della vista. Credono che la percezione sia limitata
alla vista e che il tatto ci possa portare direttamente all'essenza
della materia. Qualora un autobus investa un uomo, essi affermeranno:
"Guarda, lo ha colpito! Allora si è confrontato con l'originale".
Ciò che essi non intendono è che tutte le percezioni sperimentate
durante l'incidente, quali la durezza del metallo,la forza della
collisione e il dolore si formano in realtà nel cervello.
L'esempio dei sogni
Da qualunque dei cinque sensi decidiamo di partire, non possiamo
mai effettivamente raggiungere l'originale del mondo che esiste
all'esterno. Una prova significativa di ciò è il modo in cui ci
immaginiamo l'esistenza di cose che in realtà non esistono nei nostri
sogni. Nei sogni, possiamo sperimentare eventi molto realistici.
Possiamo rotolare dalle scale e romperci una gamba, possiamo avere
un serio incidente automobilistico, essere travolto da un autobus
o mangiare una torta e sentirci sazi. Eventi simili a ciò che accade
nella vita quotidiana si ripresentano nei sogni con una forza di
persuasione tale da suscitare in noi le stesse emozioni.
Una persona che sogna di essere stata travolta da un autobus può,
nel corso del sogno stesso, aprire gli occhi in un ospedale e comprendere
di essere invalida. Eppure sarebbe solo un sogno. Può sognare inoltre
di morire in un incidente stradale, di incontrare gli angeli della
morte e di essere trasportata nell'al di là.
Si percepiscono molto chiaramente le immagini, i suoni, il senso
di durezza, il dolore, la luce, i colori e tutte le sensazioni proprie
dell'esperienza che vive in sogno. Tali percezioni sono naturali
come quelle della "vita reale". La torta che mangia in sogno lo
sazia, sebbene sia una mera percezione, in quanto sentirsi sazi
è una percezione essa stessa. In quel momento, però, questa persona
giace nel letto. Non vi sono scale, non vi è traffico, non vi sono
autobus, non vi sono torte, perché il sognatore sperimenta percezioni
e sentimenti che non esistono nel mondo esterno. Il fatto che nel
corso dell'attività onirica sperimentiamo, vediamo e proviamo eventi
che non hanno alcun correlato fisico nel "mondo esteriore", rivela
molto chiaramente come il "mondo là fuori" sia uno di cui non potremo
mai conoscere la vera essenza. Possiamo imparare la vera natura
di quel mondo solo dalle rivelazioni di Dio Onnipotente, Che lo
ha creato.
Coloro che credono nella filosofia materialistica, in particolare
i marxisti, si irritano quando vengono informati di questa realtà.
Citano esempi tratti dai ragionamenti superficiali e ignoranti di
Marx, Engels o Lenin oppure rilasciano dichiarazioni basate sull'emotività.
Essi dovrebbero pensare, nondimeno, che possono anche fare queste
dichiarazioni in sogno. Possono sognare di leggere Il Capitale,
di partecipare ai raduni e persino sperimentare il dolore di trovarsi
coinvolti in una rissa. Quando, nel corso dell'attività onirica,
gli verranno poste delle domande, essi penseranno che anche ciò
che "vedono sia la realtà assoluta", proprio come presumono che
tutto ciò che vedono mentre sono svegli sia assolutamente reale.
Ma dovrebbero sapere che tutto ciò che sperimentano, sia esso in
sogno o nella vita quotidiana, è costituito soltanto da percezioni,
alla cui "vera" sorgente non potranno mai pervenire.
L'esempio della connessione dei nervi in parallelo
Consideriamo l'esempio dell'incidente automobilistico proposto
da Politzer: se si connettessero i nervi che collegano i cinque
sensi al cervello della vittima ferita di quell'incidente a quelli
di un'altra persona, ad esempio lo stesso Politzer, per mezzo di
una congiunzione parallela, nel momento dell'urto anche quest'ultimo
sarebbe colpito, per quanto comodamente seduto in casa sua. Ovverosia,
tutto quanto provato dalla vittima dell'incidente sarebbe sperimentato
da Politzer, come l'ascolto di una stessa canzone da due differenti
altoparlanti collegati ad un unico trasmettitore. Politzer udirebbe
il rumore dei freni dell'autobus, sentirebbe l'urto contro il suo
corpo, vedrebbe l'immagine di un braccio rotto e del sangue, soffrirebbe
per il dolore della frattura, sperimenterebbe l'ingresso nella camera
operatoria, la rigidezza dell'ingessatura e la debolezza del suo
braccio mentre guarisce.
Ogni persona collegata in parallelo ai nervi dell'uomo vivrebbe
la stessa esperienza dell'incidente dall'inizio alla fine, proprio
come Politzer. Se la vittima dell'incidente fosse caduta in coma,
ciò sarebbe stato condiviso da tutti gli altri. Inoltre, se tutte
le percezioni dell'incidente fossero registrate con un dispositivo
e fossero poi trasmesse ripetutamente a un'altra persona, l'autobus
colpirebbe quest'ultima molte volte.
In tal caso, quale dei due autobus sarebbe quello reale? A questa
domanda i filosofi materialisti non possono rispondere in maniera
coerente. La risposta esatta sarebbe che tutti sperimentano l'incidente
in tutti i suoi dettagli nella loro mente.
Lo stesso principio può essere applicato ai nostri altri esempi.
Se i nervi sensori di Engels, che ha provato un senso di sazietà
dopo aver mangiato la torta, fossero connessi in parallelo al cervello
di un'altra persona, questa si sentirebbe piena come Engels. Se
i nervi del materialista Johnson, che ha provato dolore al piede
dopo avere calciato un sasso, fossero collegati ad un altro, anche
quest'ultimo sentirebbe se stesso che prende a calci lo stesso sasso
e proverebbe lo stesso dolore.
Così, quale torta è quella vera? Anche in questo caso la filosofia
materialista è incapace di fornire la risposta adeguata, ovverosia,
sia Engels che l'altro hanno mangiato la torta e si sono saziati
nella loro mente; sia Johnson che la seconda persona hanno avuto
una totale esperienza del calcio alla pietra nella loro mente.
Facciamo uno scambio nel nostro esempio precedente: connettiamo
i nervi dell'uomo colpito dall'autobus al cervello di Politzer e
i nervi di quest'ultimo, che siede pacificamente in casa, a quelli
della vittima dell'incidente. In questo caso, Politzer penserà che
un autobus lo abbia colpito; l'altro, invece, non proverà mai l'impatto
dell'incidente e penserà di essere seduto in casa di Politzer. La
stessa logica può essere applicata agli esempi della torta e della
pietra.
Tutto ciò rivela quanto sia dogmatico in realtà il materialismo.
La sua filosofia si fonda sull'assunto che nulla esiste tranne la
materia. In realtà, però, nessuno può mai sperimentare un contatto
diretto con la materia, e quindi avere ragione nel dire che tutto
consiste di materia. L'universo che noi contattiamo è l'universo
che percepiamo nelle nostre menti. Il famoso filosofo britannico
David Hume ha scritto a tale proposito:
Da parte mai, quando penetro più intimamente
in ciò che chiamo "me stesso", mi imbatto sempre in una percezione
specifica concernente il freddo o il caldo, la luce o l'ombra,
l'amore o l'odio, il dolore o il piacere. Non riesco mai a cogliere
me stesso in un qualunque momento senza di una percezione, e non
reiesco mai a osservare alcunché se non una percezione.201
Non possiamo mai uscire da queste percezioni per incontrare la
materia "così com'è", quindi è del tutto assurdo costruire una filosofia
riguardante la materia come ente assoluto che sperimentiamo direttamente.
Come teoria, il materialismo è totalmente privo di fondamento, propria
alla radice.
La formazione di percezioni nel cervello non è
una realtà filosofica, ma scientifica
I materialisti affermano che quanto è stato sin qui esposto sia un
punto di vista filosofico. Ma è un fatto semplice e scientifico, che
non possiamo interagire con il mondo "materiale" esterno, ma solo
con un modo che si trova dentro il nostro cervello. Non è una questione
filosofica. Tutte le scuole mediche insegnano in dettaglio come si
formano le immagini e le sensazioni nel cervello. I fatti dimostrati
dalla scienza del XX secolo, in particolare dalla fisica, dimostrano
chiaramente che noi non possiamo mai arrivare all'originale della
materia fisica e che tutti, in un certo senso, contemplano lo "schermo"
nel loro cervello.
Chiunque abbia fiducia nella scienza, sia
ateo, buddista o appartenente a qualsivoglia credo, deve accettare
questo fatto. Un materialista può negare l'esistenza di Dio, ma
non questa realtà scientifica.
L'incapacità di Karl Marx, Friederich Engels, George Politzer e
di molti altri di comprendere un fatto talmente semplice ed evidente
è ancora sorprendente, per quanto il livello di comprensione scientifica
e le possibilità del loro tempo fossero primitive e insufficienti.
La nostra scienza e tecnologia, estremamente avanzate, rendono ancora
più facile capire questo fatto esplicito. I materialisti, d'altra
parte, sono paralizzati dalla paura di comprendere, anche in parte,
questo fatto e quindi di rendersi conto che demolisce completamente
la loro filosofia.
La grande paura dei materialisti
 |
a) LUCE
b) SEGNALE ELETTRICO
c) LA VISIONE DELLO SCENARIO COSTITUITA DA
SEGNALI ELETTRICI
Chi guarda una scena fuori
dalla finestra non vede realmente un’immagine che è al di
fuori di sé, ma piuttosto un’immagine che appartiene allo
scenario del proprio cervello.
La luce che raggiunge gli occhi
viene convertita in segnali elettrici dalle cellule presenti
nell’occhio stesso e trasmessa al centro della visione sul
retro del cervello. Una “coscienza” all’interno del cervello
riceve i segnali elettrici che entrano nel cervello e li percepisce
come scenario.
|
Per un certo periodo, non si ebbe alcuna reazione sostanziale da
parte dei circoli materialisti turchi contro il tema di questo libro,
ovvero, il fatto che la materia sia una semplice percezione. Ciò
ha creato in noi l'impressione che quanto affermato non fosse sufficientemente
chiaro e che fosse necessaria un'ulteriore spiegazione. Dopo breve
tempo, tuttavia, fu evidente che i materialisti provavano un forte
disagio di fronte alla popolarità di questo soggetto e ne avevano
grande paura.
Iniziarono quindi a esprimere rumorosamente e pubblicamente il
loro timore e il loro panico attraverso pubblicazioni, conferenze
e discussioni pubbliche. La loro agitazione e disperazione rivela
la sofferenza dovuta a una grave crisi intellettuale. Il collasso
scientifico della teoria dell'evoluzione, la cosiddetta base della
loro filosofia scientifica, ha già provocato un grave shock in loro.
Poi hanno iniziato subirne uno ancora più grave, comprendendo che
stavano perdendo la loro fede nella stessa supremazia assoluta della
materia, la quale rappresenta un sostegno ben più importante del
darwinismo. Hanno dichiarato che per loro, la qutione costituisce
una "tremenda minaccia" che "distrugge totalmente la loro struttura
culturale".
Tra coloro che con maggior evidenza hanno espresso questa ansietà
e panico provati dai circoli materialisti si deve ricordare Renan
Pekünlü, noto accademico e autore di numerosi articoli su Bilim
ve Ütopya (Scienza e utopia), un periodico che si è assunto il compito
di difendere il materialismo. Sia nei suoi articoli che in numerose
discussioni pubbliche Pekünlü ha presentato il nostro libro L'inganno
dell'evoluzione come la "minaccia" principale. Ciò che più lo ha
disturbato non sono stati tanto i capitoli dedicati alla confutazione
del darwinismo, ma la parte che ora state leggendo. Pekünlü ha ammonito
i suoi quattro lettori "non lasciarsi sviare dall'indottrinamento
dell'idealismo e di mantenere la propria fede nel materialismo",
prendendo a modello Vladimir I. Lenin, il leader della sanguinosa
rivoluzione russa. Invitando tutti a leggere il libro di Lenin,
scritto un secolo fa e intitolato Materialismo e empiriocriticismo,
Pekünlü non ha fatto altro che ripetere il consiglio di Lenin: "non
pensate oltre a questo problema, altrimenti perderete le tracce
del materialismo e sarete trascinati via dalla religione". In un
articolo pubblicato sulla suddetta rivista, Pekünlü ha citato le
seguenti parole di Lenin:
Dal momento che negate la realtà obiettiva
che ci è data dalla sensazione, perdete ogni arma contro il fideismo
(l'affidamento alla sola fede), poiché siete già scivolati nell'agnosticismo
o nel soggettivismo; e al fideismo non occorre altro... Se ti
lasci prendere un dito, ti prenderanno tutta la mano. E i nostri
machisti (i seguaci del machismo, una filosofia positivista moderna)
si sono lasciati prendere dall'idealismo, cioè dal fideismo attenuato,
affinato, dal momento che hanno considerato la "sensazione" non
come un'immagine del mondo esterno, ma come un elemento particolare.
Sensazioni di nessuno, psiche di nessuno, spirito di nessuno,
volontà di nessuno. 202
Queste parole dimostrano esplicitamente che quanto Lenin comprese
con preoccupazione e volle eliminare dalla sua mente e da quella
dei suoi "compagni" disturba parimenti i materialisti contemporanei.
Pekünlü e gli altri materialisti, tuttavia, sono ancora più a disagio,
in quanto sono consci del fatto che questa realtà viene ora presentata
in maniera molto più esplicita, certa e convincente di cento anni
fa. Per la prima volta nella storia, tale teoria è stata spiegata
in modo così inconfutabile.
Eppure un gran numero di scienziati materialisti continua a prendere
una posizione molto superficiale nei confronti del fatto che non
si può raggiungere la materia in sé. Il tema illustrato in questo
capitolo è uno tra i più importanti e entusiasmanti che si possano
incontrare. E' improbabile che questi scienziati abbiano affrontato
prima un argomento talmente cruciale, ma le reazioni di questi scienziati
e le posizioni che prendono nei loro discorsi e nei loro articoli
indicano quanto sia superficiale la loro comprensione.
Le reazioni di alcuni materialisti indicano che la loro cieca adesione
al materialismo ha provocato un danno alla loro logica e per questa
ragione sono molto distanti dalla comprensione di questo argomento.
Per esempio, Alaeddin Şenel, come Renan Pekünlü, accademico e scrittore
per Bilim ve Ütopya, dicendola detto: "Dimenticate il fallimento
del darwinismo, l'argomento veramente minaccioso è questo", e avanzando
richieste del tipo: "provate ciò che dite!", intuendo la mancanza
di basi della sua stessa filosofia. Di maggior interesse è il fatto
che gli scritti di questo autore rivelano la sua incapacità di comprendere
ciò che egli considera una minaccia.
A riprova, in un articolo dedicato all'esclusiva
discussione di questo argomento, Şenel ammette che il cervello percepisce
il mondo esteriore sotto forma d'immagine; nondimeno, egli prosegue
affermando che le immagini sono divise in due categorie: quelle
che hanno correlati fisici e quelle che non le hanno; e dice che
possiamo davvero raggiungere i correlati fisici delle immagini che
appartengono al mondo esterno. Per sostenere la sua affermazione,
egli scrive: "Non so se le immagini nel mio cervello abbiano correlati
esterni oppure no, ma la stessa cosa accade quando parlo al telefono.
In questo caso, non vedo la persona con cui sto parlando, tuttavia
la mia conversazione può essere confermata più tardi, nel momento
in cui incontro il mio interlocutore di persona."203
Ciò che intende veramente dire è che, se dubitiamo delle nostre
percezioni, ci possiamo rivolgere alla loro origine e verificarne
realtà". Ciò è, tuttavia, un'evidente errore d'interpretazione,
in quanto è per noi impossibile pervenire alla materia stessa. Non
possiamo mai uscire dalle nostre menti per raggiungere ciò che si
trova "all'esterno". La voce al telefono ha un correlato obiettivo
o no? Possiamo confermarlo, incontrando la persona con cui abbiamo
parlato al telefono. Nondimeno, tale dimostrazione è anch'essa sperimentata
nella mente!
In realtà, questi autori vivono gli stessi eventi anche in sogno.
Per esempio, Şenel può sognare di parlare al telefono e poi può
farsi confermare la telefonata dal suo interlocutore. Oppure Pekünlü
potrebbe sognare di fronteggiare una "seria minaccia" e di consigliare
alla gente di leggere un libro di Lenin risalente a un secolo fa.
Nondimeno, indipendentemente dalla loro volontà, questi materialisti
non potranno mai negare il fatto che gli eventi di cui sono stati
protagonisti e le persone con le quali hanno parlato nel corso dei
loro sogni non sono altro che percezioni per loro.
Chi, dunque, potrà confermare i correlati delle immagini nel cervello?
Gli esseri-ombra che la gente vede nei loro centri della vista?
I materialisti non sono in grado di trovare una fonte d'informazione
"esterna" che possa confermare le informazioni all'esterno del cervello.
Se qualcuno concede che tutte le immagini si formino nel cervello,
ma continua a presumere che sia possibile "uscire" da esso ottenendo
in tal modo delle conferme dal mondo esterno, ecco, questo rivela
il fatto che la capacità percettiva della persona è limitata e che
la sua ragione è distorta.
Nondimeno, i fatti descritti qui possono essere facilmente intesi
da una persona dotata di un normale livello di comprensione e ragionamento.
Chiunque sia libero da pregiudizi sa, in relazione a tutto quanto
si è detto, che non è possibile raggiungere il mondo esterno per
mezzo dei sensi. Appare quindi chiaro che la cieca adesione al materialismo
altera la facoltà raziocinativa degli uomini. I materialisti contemporanei
commettono gravi errori di logica proprio come i loro mentori, i
quali tentarono di "provare" di poter raggiungere l'originale della
materia prendendo a calci i sassi o mangiando torte.
Questa non è una situazione straordinaria.
L'incapacità a intendere, cioè interpretare il mondo e gli eventi
con un ragionamento decente, è un tratto comune a tutti i miscredenti.
Nel Corano, Dio in particolare dice che essi sono
"gente che non comprende" (Corano V, 58).
I materialisti sono caduti nella più grande trappola
della storia
L'atmosfera di panico che pervade i circoli materialisti in Turchia,
di cui abbiamo menzionato solo pochi esempi, mostra come essi paventino
una sconfitta totale. La scienza moderna ha dimostrato che noi non
possiamo pervenire all'originale della materia e questo si può dire
in maniera molto chiara, semplice e diretta. I materialisti vedono
che il mondo materiale, su cui basano tutta la loro filosofia, si
trova oltre una frontiera percettiva che loro non potranno mai varcare.
Davanti a ciò, non c'è nulla che possano fare. Nel corso della storia
dell'umanità il pensiero materialista è sempre esistito. Sicuri
di se stessi e della filosofia, i materialisti si sono ribellati
contro Dio Che li aveva creati. Hanno sostenuto che la materia era
eterna, e che non poteva affatto avere un Creatore. Mentre a causa
della loro arroganza negavano Dio, trovavano ricetto nella solo
materia, con cui sostenevano di essere a diretto contatto. Così
sicuri erano di questa filosofia, che credevano che nessun argomento
lo avrebbe mai potuto smentire.
Questa è la ragione per cui i fatti detti in questo libro in riferimento
alla vera natura della materia ha così sorpreso questa gente. Ciò
che abbiamo detto distrugge le basi stesse della loro filosofia
e non lascia spazio ad alcuna discussione. La materia, sulla quale
essi fondano il loro pensiero, la loro vita, la loro arroganza e
il loro rifiuto, scompare d'improvviso. Nessun essere umano ha mai
visto la materia come "realmente" è, quindi non vi si può basare
alcuna filosofia.
Uno degli attributi di Dio è il Suo complottare
contro i miscredenti, come è espresso nel versetto: "Essi tramavano
intrighi e Dio tesseva strategie. Dio è il migliore degli strateghi"
(Corano VIII, 30).
Dio ha intrappolato i materialisti facendogli credere che la materia
abbia un'esistena assoluta e in tal modo li ha umiliati in una maniera
mai vista prima. I materialisti pensano che quanto possiedono, il
loro status, la loro posizione, la società a cui appartengono, il
mondo intero siano assoluti. Inoltre, appoggiandosi a tali cose,
sono diventati arroganti verso Dio. Si sono ribellati contro di
Lui a causa della loro vanagloria e hanno accresciuto la loro miscredenza.
Facendo così, si sono affidati a una totale convinzione nella natura
assoluta della materia. Eppure, la loro capacità intellettiva è
così scarsa che non arrivano neppure a pensare che Dio li circonda
da ogni parte. Dio annuncia lo stato a cui i miscredenti sono condotti
per la loro stoltezza:
Vogliono tramare un'insidia? Saranno piuttosto
i miscredenti ad essere ingannati. (Corano LII, 42).
Questa è probabilmente la loro più grande sconfitta storica. Mentre
la loro arroganza aumentava spontaneamente, i materialisti sono
stati illusi e hanno subito una grave sconfitta nella guerra contro
Dio allevando qualcosa di mostruoso in opposizione a Lui. Il versetto
"Così, in ogni città, facemmo capi i suoi peccatori più grandi,
affinché ordiscano in essa le loro trame. Ma tramano solo contro
loro stessi e non ne sono coscienti" (Corano VI, 123) mostra l'inconsapevolezza
di coloro che si rivoltano contro il nostro Creatore e la fine che
li aspetta. A ciò fa riferimento anche un altro versetto:
Cercano di ingannare Dio e coloro che credono,
ma non ingannano che loro stessi e non se ne accorgono (Corano II,
9).
Mentre i miscredenti tentano di complottare, non comprendono il
fatto importantissimo che tutto ciò che sperimentano è in realtà
sperimentato nei loro cervelli e tutti i complotti da essi orditi
si formano semplicemente nei loro cervelli, alla stregua di ogni
altra loro azione. La follia li ha resi dimentichi di essere soli
con Dio e di essere quindi intrappolati all'interno dei loro piani
disonesti.
Non meno dei miscredenti del passato, anche i contemporanei
devono affrontare una realtà destinata a distruggere dalle fondamenta
le loro trame inique. Con il versetto "... deboli sono le astuzie
di Satana" (Corano IV, 76), Dio ha affermato che questi complotti
sono destinati a fallire sin dal giorno della loro macchinazione,
dandone la buona novella ai credenti nel versetto "... i loro inganni
non vi procureranno alcun male" (Corano III, 120).
In un altro versetto, Dio dice: "Quanto a
coloro che sono miscredenti, le loro opere sono come un miraggio
in una piana desertica che l'assetato scambia per acqua e poi, quando
vi giunge, non trova nulla;... " (Corano XXIV, 39). Anche
il materialismo presenta un miraggio per i ribelli; quando ricorrono
al materialismo, scoprono che la sua filosofia non è nulla se non
un'illusione. Dio li ha ingannati con tale miraggio, facendo percepire
loro la materia come se fosse un assoluto. Tutti questi "eminenti"
professori, astronomi, biologi, fisici e tutti gli altri, indipendentemente
dal loro rango, sono ingannati e umiliati, in quanto ergono la materia
a loro dio. Fondando la loro filosofia e ideologia sull'assolutezza
della materia, alla cui essenza non potranno mai pervenire, si sono
lasciati coinvolgere in discussioni serie, adottando un cosiddetto
discorso "intellettuale". Si considerano abbastanza saggi da dibattere
la verità dell'universo e, cosa ben più rilevante, da interpretare
Dio valendosi della loro intelligenza limitata. Dio parla della
loro situazione nel versetto seguente:
E [i miscredenti] essono strategie e anche Dio
ne tesse. Dio è il migliore degli strateghi (Corano III, 54).
È possibile sfuggire ad alcuni complotti nel mondo; nondimeno,
il piano di Dio contro i miscredenti è talmente fermo da non lasciare
via di fuga. Indipendentemente da ciò che essi faranno o a chi si
appelleranno, non troveranno alcun aiuto all'infuori di Dio. Come
Egli ci rende noto nel Libro: "non troveranno,
oltre ad Dio, né patrono né alleato" (Corano IV, 173).
I materialisti non si sarebbero mai aspettati di cadere in tale
trappola. Avendo a disposizione tutti i mezzi del ventunesimo secolo,
hanno creduto di poter avanzare ostinatamente nella loro negazione
traendo gente alla miscredenza. La loro perenne mentalità e la fine
che li attende sono descritte nel Corano:
Ordirono una trama e Noi ordimmo una trama senza
che se ne accorgessero. Guarda cosa ne è stato della loro trama:
li facemmo perire insieme con tutto il loro popolo (Corano XXVII,
50-51).
Questo è, in un altro senso, il significato di quanto affermato
in questi versetti: i materialisti adesso sentono dire che tutto
quanto essi possiedono sta semplicemente dentro i loro cervelli,
e così, tutto ciò che possiedono è diventato privo di valore. Nel
momento in cui osservano che tutte le loro proprietà, le loro fabbriche,
l'oro, i soldi, i figli, i consorti, gli amici, il rango e la posizione,
il loro stesso corpo, in altre parole tutto quanto credono che esista,
sfugge via dalle loro mani, essi, in un certo qual modo, "periscono".
Si trovano faccia a faccia con il fatto che Dio, non la materia,
è l'unico assoluto.
Comprendere questa verità è la peggior cosa possibile per i materialisti.
La materia in cui hanno riposto tanta fade è separata da loro da
una barriera impenetrabile, e ciò equivale, secondo il loro linguaggio,
a "morire prima di morire" in questo mondo.
Ciò li lascia in completa solitudine con Dio. Con il versetto "LasciaMi
solo con colui che ho creato" (Corano LXXIV, 11) Egli ha richiamato
la nostra attenzione sul fatto che ogni essere umano è, in realtà,
del tutto solo presso di Lui. Questa verità è richiamata in molti
altri versetti:
Siete venuti a Noi da soli, come vi abbiamo creati
la prima volta. Quello che vi abbiamo concesso lo avete gettato
dietro le spalle... (Corano VI, 94).
E nel Giorno della Resurrezione ognuno si presenterà
da solo davanti a Lui (Corano XIX, 95).
Questi versetti possono essere interpretati anche nel modo seguente:
coloro che prendono la materia a loro dio provengono da Dio e a
Lui ritornano. Essi si sono sottomessi a Dio, volenti o nolenti.
Ora attendono il Giorno del Giudizio, nel quale ognuno di essi sarà
chiamato a rendere conto. Per quanto si rifiutino di comprenderlo...
L'importanza di questo argomento
E' della massima importanza comprendere correttamente il segreto
che vi è dietro la materia, presentato in questo capitolo. Le montagne,
le pianure, i fiori il mare - in breve, qualunque cosa che vediamo,
e della cui esistenza Dio ci informa nel Corano e che Egli ha creato
dal nulla, è stato creato ed effettivamente esiste. Tuttavia, le
persone non possono vedere, sentire o percepire la reale natura
di queste entità per mezzo dei propri organi di senso. Quelle che
vedono e sentono sono soltanto copie che appaiono nei loro cervelli:
questo è un fatto scientifico, insegnato in qualunque corso di medicina.
La stessa cosa vale per il libro che state leggendo in questo momento:
non potete vedere o toccare la sua reale natura. La luce riflessa
dal libro originale è trasformata, da alcune cellule dei vostri
occhi, in impulsi elettrici, che vengono quindi inviati al centro
della visione nella parte posteriore della vostra testa. E' lì che
viene creata la visione del vostro libro. In altre parole, voi non
state leggendo con i vostri occhi un libro che è davanti ai vostri
occhi: in realtà, questo libro è creato nel centro visivo del vostro
cervello. Il libro che state leggendo è una "copia del libro", che
si trova vostro cervello. Il libro originale è visto da Dio.
Si dovrebbe ricordare, tuttavia, che il fatto che la materia sia
un'illusione che si forma nel nostro cervello non "rifiuta" la materia,
ma ci dà delle informazioni sulla sua reale natura: che nessuna
persona può avere contatto diretto con l'originale. Inoltre, la
materia all'esterno è non viene vista soltanto da noi, ma anche
da altre creature: gli angeli che Dio ha incaricato di essere, anche
loro, osservatori e testimoni del mondo:
Quando i due che registrano seduti alla sua destra
e alla sua sinistra, raccoglieranno [il suo dire], [l'uomo] non
pronuncerà nessuna parola senza che presso di lui ci sia un osservatore
solerte (Corano L, 17-18).
Sopattutto, Dio vede tutto. Ha creato questo mondo con tutti i
suoi dettagli, e lo vede in tutti i suoi stati. Come ci informa
nel Corano,
... Temete Allah e sappiate che in verità Egli
osserva quello che fate (Corano II, 233).
Di': " Dio è testimone sufficiente tra me e voi".In
verità Egli è ben informato e osserva i Suoi servi (Corano XVII,
96).
Non si deve dimenticare che Dio tiene il registro di tutto in un
libro chiamato Lawh Mahfuz (la Tavola Preservata). Anche se non
vediamo tutte le cose, esse si trovano nel Lawh Mahfuz. Dio rivela
che tiene il registro di tutto nella "Madre del Libro" chiamata
Lawh Mahfuz, nei seguenti versetti:
Esso è presso di Noi, nella Madre del Libro, sublime
e colmo di saggezza (Corano XLIII, 4).
... presso di Noi c'è un Libro che conserva [ogni
cosa] (Corano L, 4).
Non c'è nulla di occulto nel cielo e sulla terra
che non sia in un Libro chiarissimo (Corano XXVII, 75).
Conclusioni
L'argomento che abbiamo trattato finora è una delle più grandi
verità di cui leggerete mai in tutta la vostra vita. Dimostrare
che ogni cosa che vediamo e a cui ci riferiamo cole al "mondo materiale"
è in realtà nelle nostre menti, che non possiamo avere esperienza
diretta delle essenze originali esistenti al di fuori, è importante
per la comprensione dell'esistenza di Dio e delle Sue creazioni
e per capire che Egli è l'unico essere assoluto.
La persona che capisce questo, comprenderà che il mondo non è il
tipo di luogo che la maggior parte delle persone immagina. Non un
luogo assoluto con una sua esistenza esteriore, come suppongono
quelli che vagano senza meta per le strade, si battono in risse
nei pub, si mettono in mostra in locali di lusso, si vantano delle
loro ricchezze, o dedicano la propria vita a scopi vacui. Il mondo
è un'immagine che vediamo nel nostro cervello, il cui originale
non potremo mai raggiungere. Tutte le persone descritte sopra hanno
queste percezioni nella propria mente, ma non ne sono consapevoli.
Questo concetto molto importante smantella la filosofia materialista
che nega l'esistenza di Dio. E' per questo che materialisti come
Marx, Engels, and Lenin andavano nel panico, si infuriavano, e ammonivano
i loro seguaci di "non pensare" a questo concetto, quando ne sentivano
parlare. Alcune persone sono così scarse mentalmente che non riescono
nemmeno a comprendere il fatto che le percezioni si formano all'interno
del cervello. Presumendo che ciò che vedono nella loro testa sia
"il mondo esterno", non possono comprendere l'ovvia evidenza del
contrario.
Questa mancanza di consapevolezza è il risultato della mancanza
di saggezza che Dio destina ai miscredenti. Come si dice nel Corano,
i miscredenti "hanno cuori che non comprendono,
occhi che non vedono e orecchi che non sentono, sono come bestiame,
anzi ancor peggio. Questi sono gli incuranti [dell'avvertimento]"
(Corano VII, 179). Si può approfondire questo usando il potere
della nostra personale riflessione. Concentrate la vostra attenzione,
e riflettete su come vedete gli oggetti attorno a voi e come sentite
il loro contatto. Pensate con attenzione, e potrete sentire che
l'essere che pensa e legge questo libro in questo momento è solo
un'anima, che osserva la percezione chiamata "materia" su uno schermo
interno. Chiunque riesca a cogliere questo, si è allontanato dal
dominio del mondo materiale che inganna la maggior parte dell'umanità,
ed è entrato nel campo dell'esistenza autentica.
Questa realtà è stata compresa da un certo numero di teologi o
filosofi nel corso della storia. Anche se la concezione della Wahdat
al-Wujûd si è discostata dalla verità, fraintendendo questa realtà
e rifiutando l'esistenza stessa della creazione, il grande sapiente
Imam Rabbani espresse la giusta misura di questo argomento. Secondo
l'Imam Rabbani, tutti gli esseri sono "esseri ombra" rispetto a
Dio.
Intellettuali islamici come l'Imam Rabbani, Muhyiddin Ibn Arabi
e Mevlana Cami compresero questa realtà dalle indicazioni del Corano
e usando la propria ragione. Alcuni filosofi occidentali come George
Berkeley hanno colto la stessa realtà attraverso la ragione. L'Imam
Rabbani scrisse nelle sue Mektubat (Lettere) che l'intero universo
materiale è "un'illusione e una supposizione (percezione)" e che
l'unico essere assoluto è Dio:
"Dio... La sostanza di queste entità che Egli
ha creato non è altro che nullità… Egli ha creato tutto al livello
dei sensi e delle illusioni… l'esistenza dell'universo è nella
sfera dei sensi e delle illusioni, e non è materiale… il realtà,
non vi è nulla all'esterno eccetto l'Essere Glorioso" (Chi è Dio).204
Il numero di coloro che sono pervenuti a tale comprensione nel
corso della storia è, tuttavia, molto limitato. Grandi sapienti
come Imam Rabbani hanno scritto che sarebbe sconveniente rivelare
questo fatto alle masse, in quanto la maggior parte della gente
non sarebbe in grado di cogliere il significato.
Nell'età in cui viviamo questa conoscenza è stata resa empirica
dal corpo di prove avanzato dalla scienza. Il fatto che l'universo
non è assoluto, e che la nostra conoscenza di esso è estremamente
limitata, è stato descritto in modo chiaro, concreto ed esplicito.
Per questa ragione, il XXI secolo rappresenterà un punto di svolta,
dove la gente in generale comprenderà le realtà divine e sarà condotta
in folla verso Dio, il solo Essere Assoluto. Nel XXI secolo la fede
materialistica del XIX secolo sarà relegata tra i rifiuti della
storia, l'esistenza di Dio e la creazione saranno riconosciute,
l'assenza di tempo e di spazio saranno intese meglio. L'umanità
si libererà dai secolari veli, inganni e superstizioni che ci avvolgono.
Nessun'ombra potrà impedire questo corso inevitabile.
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